Nel 2024 ho partecipato alla Homeless World Cup a Seoul. Per me e per i miei compagni, è stata un'esperienza indimenticabile. È stato un viaggio lungo, non solo in chilometri, ma dentro noi stessi.
Abbiamo iniziato male. Abbiamo perso le prime 5 partite. Una dopo l'altra. Eravamo demoralizzati, a terra. Sembrava che tutto quello per cui ci eravamo allenati stesse svanendo. Ci siamo guardati negli occhi, ci siamo confrontati.
"Nei momenti più difficili, ci siamo presi per mano e abbiamo rivolto tutta l'attenzione verso il nostro compagno."
Poi è arrivata la svolta. Alla 6ª partita contro la Svezia abbiamo vinto ai rigori. È esplosa una gioia incontenibile. Abbiamo festeggiato come se avessimo vinto la Coppa del Mondo. Lì abbiamo capito che la vittoria non era solo nel punteggio, ma nell'esserci rialzati insieme.
Nei momenti più difficili, ci siamo presi per mano e abbiamo rivolto tutta l'attenzione verso il nostro compagno, verso le sue paure e i suoi ostacoli. Questo è stato il vero trionfo. Seoul ci ha insegnato che rinascere è possibile, anche quando tutto sembra perduto.